In mezzo le Connecticut Huskies ci hanno infilato due anni da dominatrici assolute del college basket al femminile, con 78 gare consecutive senza sconfitte (record di tutti i tempi, migliorato un primato che già apparteneva a UConn) e due titoli Ncaa da aggiungere agli altri 5, conquistati tra il 1995 e il 2004, tutti sotto la guida di Geno Auriemma, italiano di Montella, Avellino, immigrato negli Usa all'età di 7 anni e diventato leggenda.
Ci ha pensato Maya Moore, la stella più luminosa della squadra, a rimettere le cose apposto, segnando 11 punti nel 17-2 con cui le Huskies si sono riprese il controllo del match, chiuso sul 53-47 (la finale col punteggio più basso di sempre) davanti a 22.936 spettatori, compreso il vice presidente Joe Biden e l'ex segretario di stato Condoleeza Rice, tifosissima di Stanford.
Prima del brivido finale, le ragazze di Auriemma, (votate da un sondaggio di Sports Illustrated terza miglior squadra del decennio dopo Los Angeles Lakers e New England Patriots) avevano vinto tutte le 77 sfide con almeno 10 punti di vantaggio, e nelle 5 partite del torneo Ncaa che hanno preceduto il rendez vous con Stanford avevano rifilato alle avversarie uno scarto complessivo di 208 punti.
Merito di un roster stellare, illuminato da Maya Moore, terzo anno di 180 centimetri entrata per la terza volta nell'All American (il quintetto ideale, impresa riuscita solo alle leggende Chamique Holdsclaw, Alana Beard e Courtney Paris), e dalla senior Tina Charles, centro di 193 centimetri vincitrice del Naismith Trophy, il premio di miglior giocatrice della stagione, viaggiando a una media di 18,4 punti e 9,5 rimbalzi a partita.
Fonte: www.gazzetta.itAvellino